le Orche

le Orche

lunedì 7 marzo 2016

Le solite considerazioni...

..del post terzo tempo.
Ribadisco, per quanto qualcuno fosse di parere contrario, che sabato è stata una bella giornata di rugby. Sì, la pioggia ci ha massacrato, nel complesso. Siamo partiti da Recco sotto il diluvio e fino a Viareggio è stata molto intensa. Inoltre soffiava anche un vento fortissimo, che all'uscita delle gallerie ti faceva cambiare corsia, in autostrada. La tregua si è avuta solo sull'autostrada A11, verso Firenze. Poi ancora pioggia durante il torneo e ancora tregua sulla strada del ritorno. Ma, come si dice, a good day for rugby.
Qualcuno ha anche esternato la propria tendenza a rotolarsi nel fango (tipo i maiali, ecco) mentre io ho giocato senza paradenti, perché col fango in bocca mi dava fastidio.
Il coronamento lo abbiamo avuto al terzo tempo, con trippa e lampredotto a volontà, e birra e vino e dolce. Per quanti non amavano il menù principale c'era la possibilità di un menù alternativo. Tuttavia, pare che qualcuno abbia avuto dei problemi, in seguito. Il classico cagotto, diciamola come va detta, ma sospetto che il kraken* abbia le sue colpe.
Personalmente ho rimediato un calcio in una caviglia, per cui sospetto fortemente di Nonno Nardi, ma a parte questo e una sosta per minzione in corsia d'emergenza (durata dieci minuti buoni) non lamento danni, né fisici né morali.
E poi l'acqua è o non è l'ambiente delle Orche? E allora, di cosa vi lamentate?
Piuttosto, cerchiamo di metterci d'accordo per le maglie nuove, che il povero Alberto da quando si occupa degli old è già riuscito a meritarsi il paradiso. E il 2 aprile, quando andremo a Settimo Milanese per il torneo degli Old Blacks, cerchiamo di essere presenti in numero sufficiente per quattro partite almeno.
Ho detto.

* Rum caraibico speziato, molto spesso definito in lingua genovese come 'rumenta'. Ma c'è il rum e non c'è la menta, per cui, fate un po' voi...

domenica 6 marzo 2016

Trippa e lampredotto

Grande giornata di rugby ieri a Sesto Fiorentino, insieme con i Cavallo di Bastoni di Ferrara.
Il solito gruppo ristretto di Orche (diciannove) ha affrontato la tempesta che affliggeva la Liguria e si è recato in Toscana; al nostro arrivo là, non pioveva. L'acqua ci ha allietato solamente mentre eravamo in campo, finito il triangolare ha smesso.
Così il campo ha condizionato pesantemente il gioco: non lo definirei proprio come una palude, sembrava piuttosto una gettata di cemento bello fresco che dopo un minuto di gioco ci aveva reso tutti uguali. Color fango.
Iniziano le danze i padroni di casa con gli emiliani, pareggiando uno a uno, e poi noi abbiamo disputato gli altri due incontri per terminare quando le tenebre stavano per avvolgerci.
Il terreno favoriva ovviamente le difese, aprire il pallone verso le ali era un azzardo; le poche volte che l'abbiamo fatto, nonostante avessimo uomini molto veloci come Della, Mario Weight, Shaggy, non siamo riusciti ad arrivare in meta.
Così, pur controllando il pallone per la quasi totalità del tempo in entrambe le partite, abbiamo portato a casa solo due pareggi zero a zero.
Sugli scudi i fratelli Pastorino, che conquistavano terreno sempre, anche nelle fasi difensive; il (glorioso) Trofeo Mani di Merda è andato a Della Scala, con la motivazione: 'Troppo uso di sciolina'.
Terzo tempo veramente sontuoso, con trippa e lampredotto in diverse presentazioni: antipasto freddo, risotto (caldo...) e in umido. Menù alternativo per chi non gradiva la trippa (non sanno cosa si sono persi) e alla fine qualcuno ha chiesto il lampredotto con la nutella, ma non era disponibile (comunque il dolce c'era, e buono pure quello). Per l'anno prossimo sarà meglio farci un pensierino: la parziale delusione del campo, dove meritavamo di raccogliere qualcosina in più, la consolazione del cibo è stata ottima e abbondante. E nonostante l'assenza di Bigghe e dell'Uomodelcerino, siamo stati gli unici a cantare (olidin olidena).

venerdì 29 gennaio 2016

Dundalk Rugby Football Club

Sta per iniziare l'annuale tour europeo delle Orche. Quest'anno la meta è Dublino, per l'incontro del Sei Nazioni tra Irlanda e Galles. Io non ci sarò, per una serie di motivi, ma cercherò di fare una cronaca puntuale e precisa del tutto. Come diceva un mio amico: "Quel che non si sa, si inventa. Basta avere un tono deciso e sicuro, sarete creduti senza discussioni".
E allora, tanto per cominciare, sono andato un po' a vedere cosa si trova sul web in merito ai nostri prossimi avversari del Dundalk Rugby Football Club.
Spero innanzitutto di avere beccato la squadra giusta, ma in caso contrario rileggetevi quanto scritto più sopra.
Bene, gli irish mi risultano:
Leinster League Champions 2015
All Ireland Cup Winners 2015
McGowan Cup Winners 2015
Towns Cup Winners 2011
Come biglietto da visita non mi sembra per niente male. Poi, sul loro sito si parla di
e non di 'old' oppure 'oldies' che dir si voglia. Per quanto riguarda gli 'Adult' ci sono riferimenti riguardo tre squadre; cioè, questi giocano a tre livelli diversi come seniores, cominciando da 'mini' (si suppone verso i cinque anni d'età) e smettono verso gli ottanta. Probabilmente per cause naturali. Ma escluderei che giocare con le 'Girls' possa essere una soluzione di comodo.

domenica 24 gennaio 2016

Buon rugby a tutti

Una giornata di quelle che ti riappacificano col mondo. Almeno, per me è stato così, e a giudicare dai commenti di molti presenti ieri a Recco non sono l'unico a pensarla in questo modo.
Una giornata di rugby, una giornata ideale per il rugby; peccato che non piovesse, ma tanto sul sintetico del 'Carlo Androne' il fango non ci sarebbe stato, quindi...
Ringraziamo gli amici di Alessandria e Civitavecchia che ci hanno fatto visita, questi ultimi in pochi (ma buoni) e perciò ancor più meritevoli di elogi.
Le Orche erano invece presenti in gran numero: facciamo prima a dire che a bordo campo c'erano solo Lorenzo the Doc e Big Jim a guardare (e fotografare) e a fare le comari. Soffrendo perché non erano in campo. A dire il vero anche Walter non ha giocato, ma causa sfiga dell'ultimo secondo: ha preso un pestone durante il riscaldamento (bisogna dire che noi Orche siamo specialisti in questo campo) e ha dovuto fermarsi in panchina. Non per niente lo chiamiamo Roborot.
Veniamo ai match: si parte con i Barberans (stupa, 'na butta) che iniziano di gran carriera e ci costringono nella nostra metà campo per parecchio. La difesa di Recco in qualche modo tiene, e a conclusione di un contrattacco portato avanti da Claudiano e Dario sulla sinistra, con diversi passaggi tra loro due, c'è l'inserimento di Shaggy che segna l'uno a zero. Da lì si prende confidenza, e pur commettendo ancora qualche errore clamoroso i padroni di casa segnano ancora tre volte, con Gatti, Della Scala e Costa. Poi si gioca con i laziali e segnano due mete 'coast to coast' Bisco e Bacci; questa seconda meta, arrivata sull'ultima azione del match, è stata piuttosto contestata dai nostri avversari, ma il regolamento degli Oldies è chiaro: dalla mischia non può partire il numero otto ma il mediano sì, anche se il pallone non gli è arrivato da un compagno ma lo ha raccolto lui stesso.
Bel terzo tempo, con menù tipicamente genovese: pasta al pesto, cima e 'bugie', dolcetti fritti tipici del Carnevale. A conclusione, elezione del vincitore del (glorioso) trofeo Mani di Merda, andato ad Ale Ugo per essere riuscito a farsi espellere: era entrato in campo col neurone già mezzo bruciato e ha sfanculato tutti, avversari compagni arbitro e spettatori. Naturalmente tutto è finito al terzo tempo, nessuno si è offeso, e il prossimo match sarà in Irlanda a inizio febbraio.

giovedì 24 dicembre 2015

Approfondiamo (2)

I calci
Come si può facilmente intuire dal nome dello sport al quale ci dedichiamo con tanto amore - Rugby Football - per giocarlo non si usano solo le mani ma anche i piedi. Cioé, il pallone può anche essere calciato, sia pure con alcune limitazioni.
Iniziamo dai calci di punizione, che sono più facili: di solito vengono indirizzati in touche, per guadagnare territorio, e non importa in quale zona del campo ci si trovi. Si può buttare la palla direttamente fuori e la conseguente touche si batterà dove il pallone è uscito. A volte il calcio è fatto dal mediano per se stesso, e allora si gioca. Non si può però battere velocemente, bisogna dare tempo agli avversari di rientrare e schierarsi. La squadra che fruisce di un calcio di punizione può scegliere di fare una mischia, almeno è sicura di conquistare il pallone. In ogni caso, non è consentito piazzare tra i pali. L'unica volta che l'ho visto fare, si trattava di una squadra francese; i cugini d'oltralpe (frog-eaters per gli inglesi) non hanno ben chiaro il concetto di 'squadra old' et similia. Va be', se abbiamo in casa il nonno ultranovantenne che ogni tanto scorreggia, cosa volete dirgli?
Durante il gioco, agli Oldies è consentito calciare il pallone solo dentro i ventidue; chi calcia fuori di quest'area è punito con una mischia a sfavore. Per calciare, posso portare la palla dentro la mia area dei 22, ma in tal caso non posso buttarla fuori direttamente, altrimenti la touche si batterà dal punto del calcio e non da dove l'ovale è uscito.
I calci d'invio seguono le regole generali del Rugby Union, ma dopo una meta sarà la squadra che ha segnato a calciare, non viceversa. Questa è tutta la teoria, mentre la pratica ci insegna che le traiettorie dei palloni calciati dagli old non seguono le normali leggi della fisica e della balistica, bensì curvano e vagano assolutamente svincolati dall'attrito e dalla gravità. Per non parlare dei rimbalzi...

Approfondiamo (1)

La mischia
La mischia (in inglese scrum, da scrimmage, in francese melèe, da belìn), nel rugby old è no contest.
Vuole dire semplicemente che non si spinge. Questo, molto spesso, rimane una teoria perché alla prima mischia non si spinge, alla seconda e alla terza nemmeno, dopo la quarta il solo fatto di essere spompati fa sì che ci si appoggi pesantemente alla prima linea avversaria e la spinta viene da sè. Anche le seconde e le terze sono ormai alla frutta (qualcuno al caffè e qualcuno già alla digestione), per cui agevolano la cosa. Si spinge, grazie soprattutto alla gravità ma si spinge, e ovviamente ci si lamenta: - Non spingete! Non spingete!
L'età non consente più certe cose, al massimo le fa succedere. Come le slavine, quando si crolla si crolla. Tutto questo genera un'altra interessante cosetta: gli avanti (ricordo che stiamo parlando di Oldies) tendono a giocare una partita a sè stante, senza pallone - molti di loro non lo riconoscono nemmeno più - in un angolo del campo senza essere disturbati dai tre quarti né dall'arbitro. Occasionalmente vengono coinvolti da una maul che passa di lì per puro caso: allora capita loro di portare il pallone, che finalmente un mischiaiolo - di solito il numero otto - si ritrova in mano, ben oltre la linea di pallone morto.
Essendo la mischia no contest, il mediano introduce la palla regolarmente a favore degli avversari, perché il numero nove è bollito tanto quanto i piloni; così, non si spinge, è vero, ma mentre si è piegati a novanta gradi incastrati gli uni agli altri, si dà il via a una discussione accesissima su chi debba far uscire il pallone e da che parte. Ciò favorisce la squadra in difesa, perché l'arbitro ride e non si accorge dei fuorigioco. La parte più difficile delle mischie old consiste nel radunare gli avanti sul punto chiamato dall'arbitro entro un orario che consenta almeno di non far accendere l'illuminazione del campo. Un avanti old si riconosce da vari elementi: la panza debordante (piloni), le fasciature alla Tutankamen (tallonatori e terze), le orecchie a cavolfiore, il classico distintivo delle seconde. Ma gli avanti old si divertono molto più dei tre quarti, anche se non si spinge. La mischia, intesa come 'pacchetto di mischia', è incaricata anche delle touches. Il tallonatore non ne lancia una dritta e l'arbitro si regola in base all'umore del momento per fischiare o meno circa la regolarità del lancio. Di solito gli Old non provano la 'furba', perchè non sono in grado di distinguere la linea dei cinque metri dai binari del tram.

mercoledì 23 dicembre 2015

Ripassiamo le regole

Gentlemen,
sarà l'influenza del clima festivo - per me solitamente deleterio - ma mi sono deciso a illustrarvi una serie di regole del Rugby Old. O Golden Oldies che dir si voglia. Consiglio l'attenta lettura a tutti, in particolar modo a coloro tra i diversamente giovani che si prestano ad arbitrare le partite. E anche chi arbitro lo è davvero, e normalmente non conosce le regole di questo codice dei molteplici Rugby Football esistenti
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mischia: no contest. il mediano non segue e l'apertura e il numero 8 non partono, ma l'8 può alzare al mediano o a un altro compagno e questi possono partire
ruck: quando l'arbitro chiama la ruck non c'è controruck. chi mette le mani sul pallone rischia di prendere pugni a volontà. di solito l'arbitro non vede un cazzo in queste situazioni, quindi fate attenzione
calci: si può calciare il pallone solo dentro i ventidue. si può portare il pallone dentro i 22 e calciarlo, ma se va fuori direttamente, la touche si batterà all'altezza del calcio. chi calcia fuori dei 22 è punito con una mischia
touche: lo schieramento deve essere completo, non c'è ascensore, non si batte veloce. se battuta storta il lancio sarà effettuato dall'altra squadra
punizioni: non si piazzano né si battono veloci, possono essere calciate direttamente fuori e si può optare per una mischia
corse: il ball-carrier può correre solo per venti metri e poi deve passare il pallone se ancora non è arrivato in area di meta. ci si può accordare all'inizio del match per non applicare questa regola (cosa che avviene quasi sempre)
cartellini gialli/rossi: può capitare di vederli usare anche tra gli old, poiché i rari neuroni a volte cedono di schianto per ipossia, ma è prevista la sostituzione del giocatore espulso
punteggio: la meta vale un punto. non sono previsti altri tipi di marcature
pantaloncini: tutti i giocatori devono indossarne un paio. se sono di colore rosso indicano un'età fra i 60 e i 65 anni; col placcaggio il giocatore può essere preso (abbracciato) ma non gettato a terra. pantaloncini viola, età tra 65 e 70 anni. il giocatore può essere toccato (come nel touch rugby) ma non fermato. ovviamente dovrà immediatamente passare il pallone. pantaloncini oro, età oltre i 70; ci si può mettere davanti al giocatore ma non toccarlo. dovrà anche in questo caso passare l'ovale
varie ed eventuali: solo il capitano può parlare con l'arbitro, i giocatori devono tacere e la cosa è doppiamente consigliata perché il fiato è già poco - causa l'età avanzata, meglio risparmiarlo.
capita spesso di fare meta sulla linea dei cinque metri: non è valida, bisogna arrivare in area di meta.
è consigliato partecipare al terzo tempo: giochiamo quasi solo per questo, rinunciarvi non fa fine.
Buon rugby a tutti dalle Orche Recco