le Orche

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lunedì 2 marzo 2015

Flowers of Recco

L'avventura scozzese comincia giovedì mattina con Fabio protagonista: quattro ore prima dell'orario previsto per la partenza era già a smarronare col telefonino dove siete cosa fate a che ora arrivate siamo qui che vi aspettiamo e che due coglioni.
Ribattezzato dal sagace Shaggy: Nonno Nardi, produzione mozzarelle e stracchino…
Senza problemi, checchè ne dica l'ex Silent assassin, siamo sull'aereo diretto a Londra, dove troveremo la coincidenza per Edimburgo (quasi quattro ore a Gatwick, dove non abbiamo nemmeno potuto fare un 'toccatino') e già comincia la raffica di minchiate che ha caratterizzato tutto il viaggio.

(Brevemente, più che posso: il figlio di un emiro arabo scrive a casa dagli States dove frequenta l'università: "Caro padre, io tutte le mattine vado all'università con la Lamborghini placcata oro che mi hai regalato, ma mi vergogno perché tutti i miei compagni di corso vengono col treno". Risposta quasi immediata del padre: "Caro figliolo, ti ho fatto un bonifico di venti milioni di dollari, comprati un treno anche tu e non farci fare brutte figure").

E per pietà, manterrò ben celati i nomi dei colpevoli. Arriviamo a Edimburgo più o meno in orario, e nel tipico clima scozzese, nuvoloso e freddo, andiamo al nostro ostello; a seguire, in Grassmarket, una delle storiche piazze della città, all'ombra del castello, a mettere qualcosa sotto i denti.
L'ovvia constatazione di uno di noi, che si rivelerà più che vera: "Ragazzi, a parte lo stadio, questa piazza sarà l'unica cosa che vedremo di Edimburgo". E così è stato, salvo poche (pochissime) eccezioni.

Il pub della prima sera è il Black Bull, birra e cibo di discreta qualità, ma non per tutti. Il piatto tipico locale è l'hagis, un insaccato di interiora di pecora (cuore, polmone, fegato), macinate insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d'avena, sale e spezie, mescolati con brodo e bollite tradizionalmente nello stomaco dell'animale per circa tre ore. Servito con una coppettina di latte e whisky. Alcuni non se la sono sentita, e hanno ripiegato sui più classici fish and chips – ma Albe ha chiesto una bistecca e gli è arrivato lo spezzatino.

Venerdì giornata libera: con Albe e il (Pussy)Doc prendiamo il tram e andiamo al Murrayfield a ritirare i biglietti per la partita Scozia–Italia di sabato. Partiamo con qualche sprazzo di sole e arriviamo (quattro fermate dopo) con la pioggia. Se per caso vi foste dimenticati di essere a Edinburgh. Al botteghino c'è una ragazza italiana che lavora lì, quindi ce la caviamo molto bene; per fortuna gli scozzesi sono ben organizzati.

Breve pausa pranzo, con Helsinki che non riesce a capacitarsi di come possano gli scozzesi mantenere una dieta del genere. "Ma li vorrai mangiare due fagiolini bolliti, ogni tanto?", si chiede sconsolato. Al che gli suggerisco che, in genovese, i cibi tipici della Scozia (ma non solo) sono riassumibili in una parola singola: rumenta. Dopo di che, ci si prepara per andare alla club–house dell'Inverleith Rugby Football Club, i nostri avversari dell'indomani (mattina).


sabato 31 gennaio 2015

Due partite, due facce

Dunque, lo so benissimo che non si comincia un discorso con 'dunque', ma per come è andata la giornata chi se ne f… rega.
Dopo molti tentennamenti, mail, sms, telefonate, messaggi via Facebook e poi ancora mail, mail e mail, il tradizionale incontro con i Muccati è saltato.
Per fortuna siamo riusciti a coordinarci con i nostri altrettanto tradizionali avversari genovesi, i Cavalieri di san Giorgio, e oggi abbiamo partecipato a un triangolare al Carlini; presenti anche i gialloneri dei Milo'ld Pavia; eravamo comunque contati, e per fortuna i Polpi avevano inviato dei rinforzi (Massone, Olcese e Annunziato).
Iniziamo noi Orche con i padroni di casa, ad orario antelucano: le undici! E come molto spesso ci accade, iniziamo male, ma proprio male. Nell'intervallo e a fine partita il nostro capitano, nonché allenatore, AleUgo ci fa un mazzo così. E ce lo siamo meritato, perché in allenamento al giovedì proviamo gli schemi, li memorizziamo, cerchiamo di assimilare le posizioni in campo. Poi, in partita, siamo stati a guardare i Cavalieri che ci hanno rifilato tre mete - a zero, e fine così.
Ritorniamo poi sul terreno di gioco per il terzo match della giornata, con i lombardi integrati da alcuni liguri. Stavolta l'andamento è completamente diverso, eppure non è che in campo ci sia una squadra sola, ci sono anche i Milo'ld ma l'organizzazione del nostro gioco porta in meta due volte Silvio Mezucittu, due volte anche Shaggy e poi Humberto e i Polpi Olcese e Annunziato.
A bordo campo, in veste di fotografo, Gian Pilu, che se leggerà queste righe saprà che deve quanto prima pubblicare i suoi scatti.

domenica 11 gennaio 2015

Ciao Ste' 2014

Dopo lunga e travagliata gestazione, finalmente la classica partita di fine anno tra Orche e Cavalieri si è fatta. Non a fine anno vecchio, ma all'inizio del nuovo, purtroppo a causa di un nuovo lutto per il mondo del rugby ligure.
Dopo Stefano Bianchi, Ernesto 'Sansone' Renzi, Andrea Donati, Roberto Besio e Giovanni Paci, anche Lorenzo Massa ha passato l'ultimo pallone. Un match piuttosto combattuto è stato il nostro modo di ricordarli, sapendo che loro apprezzano.
La partita è stata preceduta da un'azione terminata in meta da Tommaso Bianchi, figlio di Ste', nonostante un placcaggio sui cinque metri: dalla ruck il ragazzino riusciva poi a emergere e a schiacciare in meta, con grande soddisfazione.
Ma veniamo alla cronaca dei veterani: cominciano piuttosto male i padroni di casa, che nei primi dieci minuti vengono costretti nella loro metà campo e spesso dentro i ventidue. Ovviamente arriva anche una meta per i Cavalieri, con una bella e veloce apertura e sfilata al largo sulla destra dell'attacco. Creato un sovrannumero esagerato, l'uomo piazzato all'ala (Odone) segnava con relativa tranquillità. Per il resto della frazione di gioco, bisogna dire che le Orche si sono trovate a dover difendere, soprattutto, con qualche sporadico attacco ben contenuto dai genovesi.
Secondo tempo, con molte sostituzioni da entrambe le parti (erano presenti in totale almeno cinquanta giocatori) e i biancocelesti cambiano registro. Finalmente c'è più possesso di palla, si gioca quindi in attacco, e dopo qualche minuto Carletto pareggia. Sempre lui porta in vantaggio le Orche, lanciato da Cippo con un sottomano alla Parisse veramente notevole.
La meta del definitivo pareggio per i Cavalieri di san Giorgio era poi segnata da Trappola, nuovamente con una incursione al largo e poi a rientrare da parte stavolta di due soli genovesi, di fronte a una difesa recchelina assolutamente sguarnita e infilata in velocità. Non ero negli spogliatoi dopo il match, ma penso che il nostro coach abbia strigliato a dovere le Orche. Unica attenuante, oserei dire, che si era alla ripresa dell'attività dopo le feste natalizie, per cui i bagordi avranno ben avuto il loro peso (in tutti i sensi…).
Purtroppo per il buon Franz, dopo la meta arrivava l'infortunio al ginocchio destro, travolto e distorto da una massa di giocatori accatastati uno sopra l'altro (e lui in fondo): speriamo che possa riprendersi velocemente.
Dopo i due tempi regolamentari si ritorna in campo, e abbiamo la meta di Silvio Mezucittu per le Orche, ma visto lo spirito dei minuti supplementari (quasi i minuti dell'alleluia, anche se non si era tutti in campo) il risultato omologato è 2 a 2.
Appena le avremo a disposizione, pubblicheremo anche un po' di fotografie.

martedì 23 dicembre 2014

Torneo!!!

Il blog langue, e l'attività rugbistica delle Orche, pure!
Dopo il torneo di Aosta, il 21 giugno scorso, abbiamo disputato solo una partita, l'otto novembre a Mantova, a casa dei Senatori Virgiliani.
Ma abbiamo definito il programma del I Torneo 'Focaccia col placcaggio', da disputarsi il 9 maggio 2015 a Recco; per informazioni qui sul blog, nei commenti, oppure via mail a emmemap@libero.it


domenica 9 novembre 2014

Il buco nell'uovo

Finalmente si gioca. Le Orche sono ritornate in campo a Mantova, dopo quattro mesi e mezzo dall'ultima uscita. Purtroppo il ritardo è dovuto anche all'alluvione che ci ha impedito di andare al torneo dei Senatori Virgiliani; abbiamo quindi recuperato con un test-match che i lombardi hanno organizzato a nostra richiesta.
Si è giocato su un campo in erba praticamente perfetta, roba che da noi non si vede così verde e bella nemmeno col sintetico. Ma veniamo alla partita: come al solito per le nostre trasferte, eravamo solo diciotto e anche con qualcuno acciaccato come Gian Pussy Doc, ma per una partita secca poteva andare lo stesso. Un po' di ritardo perché l'arbitro non è arrivato, quindi abbiamo dovuto trovare un sostituto; iniziamo subito in avanti, giocando gran parte del primo tempo nella metà campo avversaria. Tanta pressione che è premiata dopo qualche minuto da un bell'inserimento di Big Jim dalla posizione di secondo centro, e siamo uno a zero. Passano i minuti ma continuiamo a giocare più o meno sullo stesso copione mettendo in difficoltà gli avversari. Siamo ben dento i loro ventidue, col pallone in loro possesso; uno dei loro sbaglia il passaggio e sul pallone 'ballerino' piomba come un falchetto ancora Big, placcato a un centimetro dalla linea di meta: troppo tardi, segna per la seconda volta. Alla ripresa del gioco – le regole Old prevedono il calcio da parte della squadra che ha segnato – i mantovani non controllano l'ovale: è la volta di Bacci (capitano, per l'occasione) che dimentica l'embolo e realizza la terza meta. Prima della fine del tempo i Senatori riescono a lanciare la loro ala che accorcia le distanze.
Nella ripresa siamo calati un poco, mentre i padroni di casa si riorganizzano e tengono egregiamente botta. Adesso il gioco è più sulla difensiva per noi, che riusciamo comunque ad arginare gli attacchi continui dei Senatori. Solo una meta è arrivata però a premiare i loro sforzi, e la partita si conclude sul 3 a 2 a nostro favore. Ma la sera che sta calando, l'età e gli acciacchi sono velocemente dimenticati; «Ancora dieci minuti, ancora dieci, dai!»
Nel frattempo è arrivato l'arbitro 'ufficiale', e si va per ulteriori dieci minuti: Claudiano prende il pallone circa all'altezza dei nostri ventidue e avanza fin dentro ai 22 avversari. Ruck, il pallone esce e viene portato ancora avanti, finché lo stesso Claudiano lo riceve e si tuffa in meta.
All'ultimo secondo i mantovani realizzano il punto del 4 a 3 finale, e quindi andiamo al meritato terzo tempo. Non prima di alcuni commenti tra noi circa la partita appena terminata, commenti conclusi da un esausto Alberto con una papera magnifica:«Non cerchiamo il buco nell'uovo…»

domenica 12 ottobre 2014

Rugbisti nel fango

Il fango è uno degli elementi del rugby.
Sul fango si gioca bene, quando cadi il terreno è morbido.
E se ti sporchi non fa niente.
Ma a volte non è un gioco…







venerdì 3 ottobre 2014

E son soddisfazioni!

Sentire il coach che chiama il break e si mette a urlare:
«I tre quarti mi fanno schifo!!! Io vi odio!!! Non siete capaci a fare un'azione senza cagarvi il pallone!!!»
Il tutto condito da qualche colorita espressione di stampo, diciamo così, mistico.
L'azione seguente, il mediano apre al primo centro che avanza e dà al secondo centro; questi fa sfilare veloce verso l'estremo che si è inserito e a sua volta passa all'ala. A quel punto si è creato l'uomo in più, e la meta è stata facile, dopo una veloce corsa sulla linea di touche.
Il primo ad applaudire è stato proprio il coach, già dimentico della sfuriata di poco prima…