le Orche

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martedì 11 marzo 2014

Ireland's call III

Citazioni citabili:
«Terzo tempo con tramezzini e coca cola: una tristezza!»
(Sms di Alberto a chi chiedeva com'era andata)
«Ehi, la salma la lasciamo qua?»
(Qualcuno in camerata, alla sveglia di domenica mattina per la partenza verso casa, guardando Duro che ronfava ancora come un ghiro obeso)
«Il migliore è questo, il Johnnie Walker!»
(Matteo Embolo, all'assaggio presso la distilleria Jameson)
«ქაкъаული დამწერلات کوლობა  بر روی آن‌هاхиуб جمتاهی بهхьэ زبان зыыдэ. Хъырцэ тхыობაбзэм гъلێ‌وەردەگیرэщпێ. ئەم ئەلفوبێیە لەრთэр…»
(Fabio Nardi, a qualunque ora del giorno e della notte. Questo è solo un breve accenno dei suoi soliloqui)
«ლობა  بر روی آن‌هاхиуб جمتاهی بهхьэ زبان зыыдэ. Хъырцэ тхыობაбзэм гъلێ‌وەردەگیرэщпێ. ئەم ئەلفوبێیە لەრთэр»
(La sempre puntuale risposta di Shaggy ai soliloqui agli sproloqui di Silent assassin)
«Map, però in questa foto sembri proprio un anziano»
(Big Jim, commentando uno scatto di Micky)
«Grazie per la gentilezza, Big. Ma non lo sembro, lo sono…»
( Map, sconsolato)
Qualcuno, prima del match, ha detto loro: «Eventualmente, dopo ci ricucite», al che hanno risposto: «Certo, siamo perfettamente in grado di farlo». Ma il Biondo, rivolto al loro accompagnatore: «We'll not make prisoners…», ottenendo in risposta «Good stuff!»

lunedì 10 marzo 2014

Ireland's call II

Ancora qualche episodio della nostra partita che merita la citazione.
Uno dei nostri va in ruck, il mediano fa uscire a palla che arriva a me, in quel momento  schierato – più o meno – come secondo centro: faccio un paio di passi, vedo la linea e mi allungo sul terreno toccando oltre la linea stessa. Che ovviamente non era quella di meta, ma i cinque metri; qualcuno calcia via il pallone, batti e ribatti, Michele The brain riesce ad agguantarlo e a depositarlo altre la linea giusta. L'arbitro annulla, non si sa bene se per un 'avanti' precedente o per altri motivi. Ci rimane il grande dubbio che la meta fosse valida, ma va bene così: in fondo abbiamo stabilito un record, due mete in un'azione sola e neanche un punto raccolto. Io ho solo la (magra) consolazione che altri prima di me hanno 'fatto meta' sui cinque metri e comincio a pensare che sarò il prossimo detentore del (glorioso) Trofeo Mani di Merda.
Su un loro calcio d'invio, il pallone rimbalza ben dentro il campo ed esce. L'arbitro chiama la mischia al centro, ma il giudice di linea – Ale One man band, che non gioca per infortunio – segnala correttamente che si tratta di touche; l'arbitro cambia decisione e alcuni irlandesi ringraziano con applausi la correttezza del nostro coach.
Il (glorioso) Trofeo Mani di Merda è andato a Ivan Duro, con la seguente motivazione: "Per aver concesso grazie a un clamoroso errore uno spazio pari a un'autostrada a tre corsie alla loro ala che ha quindi segnato tranquillamente in mezzo ai pali".
Visto che abbiamo giocato la partita con gli irlandesi in superiorità numerica (non tutta, alla fine erano 15 pure loro, come già detto il più vecchio aveva 21 anni), vorrei citare i nomi di alcuni dei nostri che non erano presenti, per motivi vari: Zinzan Tolini, che ha dovuto annullare all'ultimo istante per motivi di salute; AleUgo, One man band, nostro coach presente all'evento ma impossibilitato a giocare per infortunio; Sergio Uomodelcerino, Gianluca Pilu, il Gaucho Claudiano, il trio dei genovesi: Francesco Trappola, Giancarlo Olly e Cristian Juggernaut, più altri ancora come Rinaldo, AleCrosta, Marione Bonfra, il Criceto.

domenica 9 marzo 2014

Ireland's call

Bene, il tour irlandese è terminato. Per un errore ho cancellato il post in cui ne parlavo, alla vigilia della partenza. Poco male, adesso è il momento del resoconto, per cui…
Iniziamo dal punto saliente del lungo week-end in Eire, la partita Orche vs Royal College of Surgeons in Ireland.
Nei giorni precedenti il nostro match eravamo sempre più preda di timori e dubbi, per una serie di motivi diversi. A un certo punto pareva che fosse proprio saltato tutto, ma alla fine i problemi si sono risolti (quasi da soli) e l'evento è stato soddisfacente.
I dubbi erano dati dalle richieste dei nostri avversari: autorizzazione da parte della Fir a giocare e coperture assicurative; i timori provenivano invece dal fatto che non si trattava di una squadra old. Alla fine l'autorizzazione non è stata richiesta, e l'assicurazione c'era (c'è). Restava lo scoglio della differenza di età, ma… …ma vediamo com'è andata.
Arriviamo al campo della prestigiosa scuola di medicina grazie al passaggio che ci hanno offerto sul loro pullman, assieme ad alcuni dei loro giocatori. Età media: vent'anni. La nostra è più che doppia; l'inizio subisce qualche ritardo, perché i nostri avversari sono solo tredici. Iniziamo lo stesso, altri si aggiungeranno nel corso della partita (finita con gli schieramenti completi). Ovviamente, la nostra superiorità numerica è ampiamente bilanciata dalla loro velocità; a questo punto non ci resta che affidarci all'esperienza, che per fortuna loro ancora non possono avere.
Così, dopo i primi minuti in cui ci mettono in affanno proprio con la velocità, riusciamo a metterli sotto pressione e a conquistare il pallone. Piano piano avanziamo, senza buttare via l'ovale in passaggi avventurosi ma andando in ruck e ripartendo, finché Carletto trova il varco giusto e siamo uno a zero per noi. La partita va avanti così, con azioni molto veloci da parte loro, che riusciamo bene o male quasi sempre a fermare, soprattutto non facendoli andare a terra sui placcaggi ma tenendoli alti e rubando quindi la palla. Il nostro capitano, per l'occasione Bacci (Embolo) riesce a raddoppiare e dopo qualche minuto è Big Jim Rotella a fare tre a zero. Prima della fine del primo tempo gli irlandesi accorciano: non creano il sovrannumero all'ala, ma il loro marcatore passa nel corridoio dei cinque metri a velocità supersonica. E chi li prende, quelli.
Seconda frazione di gioco sui binari della prima, con percussioni da parte nostra e aperture sulla linea dei backs: Carletto segna ancora e loro restituiscono il colpo con un'altra fuga sull'ala. Dopo i due tempi regolamentari, visto che avevamo ancora fiato (noi, loro si sapeva già da prima), torniamo in campo per altri dieci minuti. Ancora una meta per parte, la nostra segnata nuovamente da Carletto che perciò realizza un hat-trick, e risultato finale di 5 a 3 per noi. Tutte le paure della vigilia sono svanite, siamo ben felici di come è andata. (Continua domani e nei giorni seguenti)

domenica 16 febbraio 2014

La telenovela Orche–Muccati

La sfida con i Muccati è cominciata giovedì sera, con l'ultimo allenamento prima della partita. Per l'occasione, data l'assenza di Alberto e dell'Uomodelcerino, il coach si è improvvisamente materializzato nella persona di AleUgo, altresì conosciuto come One man band.
Sicché, essendo lui fermo per pubalgia, ci ha fatto 'nu mazzo tanto, nel tentativo di migliorare le fasi di attacco, visto che in difesa, sia quel che sia, ultimamente ce la caviamo abbastanza bene.
Personalmente, sono tornato a casa dopo quella sessione di training piuttosto distrutto: nessun colpo preso, non ho lividi sparsi come succede a volte, ma un indolenzimento generale che mi faceva temere sviluppi poco gradevoli.
Ma veniamo al match, l'ottavo, contro la selezione del sito rugby.it. I frisoni sono riusciti a mettere assieme una squadra equilibrata, coperta in tutti i ruoli e composta di gente esperta – nonché mediamente più giovane di noi. Pur avendo l'handicap di essere giocatori che provengono da ogni parte d'Italia e non si allenano mai tutti insieme, hanno mostrato comunque un discreto affiatamento e hanno tenuto egregiamente testa alle Orche Recco.
Sono stati giocati tre tempi di venti minuti, conclusi nel punteggio con l'ennesimo risultato di parità: uno a uno, grazie alle mete del nostro estremo Halfpenny – tradotto nel genovese Mesucittu – e al muccato toscano Marco. Equilibrio anche nel possesso palla e nel controllo del campo: prevalentemente si è giocato intorno alla metà campo, con rare incursioni nei ventidue avversari. Ma non pensate che sia stata una partita noiosa o poco combattuta.
Anzi, si è lottato con accanimento su ogni pallone, su ogni ruck e maul. I palloni che uscivano dalle touche non si sono mai trasformati in azioni da meta perché le difese salivano sempre veloci, a mettere pressione sugli avversari*. Il tutto sostanzialmente in maniera corretta, senza mai scadere nella rissa come purtroppo accade a volte anche tra gli old. Be', qualche chiacchierone in campo c'è stato, ma con le parole non ci si fanno gli occhi neri.
Il grosso del lavoro è stato fatto dai rispettivi pacchetti di mischia, mentre i tre quarti – che non sono certo stati inattivi – hanno avuto poche occasioni per sviluppare il gioco al largo, essendo stati tenuti sotto pressione dalle difese. Aggiungiamo che la sottile pioggerellina che ci ha allietato tutto il tempo ha reso il pallone molto simile alla più classica delle saponette, altro elemento a favore del controllo di palla nel gioco alla mano.
Arbitri, a turno, Lore e Albe che hanno dimostrato una pazienza sconfinata: tenere a freno trenta bambini che giocano non è mai molto semplice.


*mi sento in dovere di citare le parole del nostro mediano di mischia, Matteo Embolo: "In difesa non abbiamo fatto prigionieri".

venerdì 14 febbraio 2014

Il ritorno dei Muccati

La selezione rugbistica del sito rugby.it sarà di scena a Recco domani. È la squadra che abbiamo incontrato più volte, con la prossima partita saremo a quota otto, e tra le due compagini c'è sempre stato un grande equilibrio: a parte un sei a zero per le Orche a gennaio di due anni fa, tutti pareggi (e un'altra vittoria recchelina, 1–0, al torneo di Asti nel novembre 2012). In quella partita, notizia che so v'interessa di molto, mi fu quasi divelto il braccio destro, mentre indossavo la maglia frisona. Come dire, non è che alle Orche manchi la grinta. E non guardano in faccia nessuno.
L'ultimo incontro con i bianconeri risale a oltre un anno fa, e terminò senza mete: l'ennesimo pareggio. Vedremo se l'allenamento e la strigliata che AleUgo ci ha inferto ieri sera saranno serviti a qualcosa.
A proposito, e chiudo: il (glorioso) Trofeo Mani di Merda è vacante. Vedete un po' voi…

giovedì 13 febbraio 2014

Magone

Ladies and gentlemen,
andate a questo link:


e divertitevi, o commuovetevi. Insomma, vedete il filmato, ascoltate le parole degli intervistati e poi…
E poi, ricordate che sabato prossimo, a Recco, si gioca con i Muccati.

domenica 2 febbraio 2014

Ireland tour 2014 III

Ieri è iniziato il torneo delle Sei Nazioni 2014, con la buona prestazione dell'Italia a Cardiff. Questo vuol dire che si avvicina la data della nostra partenza per il tour irlandese, di cui si parla anche qui e qui. Facciamo il punto della situazione.
Il gruppo è composto da 31 persone; 18 partiranno da Milano Linate giovedì 6 marzo alle 11:40 (ritorno, partenza da Dublino domenica 9 marzo alle 07:30) mentre gli altri hanno prenotato autonomamente altri voli. Per il trasferimento a Milano, organizzazione del nostro coach Alberto.
Pernottamento a Dublino, prenotato da me l'ostello Abbey Court per 25 persone; la settimana prossima invierò il saldo e vi comunicherò quanto ancora dovete versare (per chi ancora non ha saldato).
Trasferimenti da e per l'aeroporto: al nostro arrivo potremo utilizzare autobus di linea, mentre domenica mattina dovremo usare i taxi a causa dell'orario troppo mattiniero per i bus.
Stiamo definendo la squadra con cui giocare venerdì 7 marzo, probabilmente sarà il team del Royal College of Surgeons in Ireland: come ha giustamente fatto notare Lorenzo, prima ci massacrano, ma poi ci ricuciono.
Abbiamo anche i biglietti per la partita di sabato 8, e Vittorio (Sartana) ci guiderà in giro per birrerie, motivo per cui non abbiamo affittato né auto né pulmini.
Vedremo di fare una maglia come per il tour gallese di due anni fa; se avete dubbi o richieste da inviarmi, conoscete la mia mail.
Prossimamente altre informazioni, sempre qui sul blog.